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27 dicembre, 2013

Evoluzione.


Si era evoluta.


Dalle taglie oversize, ai leggings punk, alle gonne, agli anelli da cocktail. 

Dalle cicchetterie, agli irish pub, ai lounge pub, ai wine bar.

Dal biliardino, al monopoli, al poker, al bigliardo.

Dalla strada, al cinema, alle feste, al teatro.

Dalla bici, al bowling, al palaghiaccio, allo scii. 

Dall'amica del cuore, alla comitiva, alla popolarità, agli amici di famiglia.

Dallo studente, al disoccupato, al laureato, al lavoratore.

Da pedona, a motorizzata, ad automunita, a passeggera.

Da single, a fidanzata, a sposata, a madre.

Da diplomata, a inoccupata, a casalinga, a proprietaria.

Da tradita, a traditrice, a desiderata, ad ammirata.


...




MaLoRe


23 luglio, 2013

Gelosia.

Innamoratissimi.

Io amo lui, lui ama me.

Gli amici ci cantano già la marcia nuziale. 

Strimpella anche nella mia testa, finchè inizia a stonare:

che gambe lunghe, che abbronzatura, quelle fossette, quelle anche, quei riccioli, quelle curve...

bassa, grassa, tozza, spettinata, fragile, bianca inizio a sentirmi.

Una tristezza, un senso di inadeguatezza che non riesce a prendermi:

io sono cattiva.

Al "che" sono già al rogo, alle "curve" sono sventrati.


Lurida, squattrinata, bizzoca, noiosa, insignificante, comune, ragazzina...
destinata ad avere uomini altrui e non propri,
eccoti servita il mio uomo, 
mangia gli avanzi, 
facci pure la scarpetta, così che nessuno possa prenderlo ancora.


Loro dicono che le mie scenate e i miei dispetti sono infantili,
io dico che sono una giusta via di sfogo:

io non sono una monotona, moralista, impostata;
io sono carne ed emozioni.

Tu sei cattiva,
mi accusa lei, per paura lui torna da te,
ed io confermo:
paura ed eccitazione vanno di pari passo.



MaLoRe



22 marzo, 2013

Culatello.


   Camice bianco e coltello,  
  strappavi brandelli di carne  
  da portare al macello.  

  Non ero un maiale,  
  anche se ai tuoi occhi  
  mi rendevi tale.  

  "Culatello" urlavi,  
  affettandomi.  



MaLoRe

20 febbraio, 2013

Io faccio rima con qualcun altro.


Che condanna questo nome,
che regalo questo sole.

Perchè Malore e non Colore, Amore, Buonumore o Vincitore?

Meno male che c'è il sole
a far brillare qualsiasi rugiada.


MaLoRe

24 gennaio, 2013

Tempesta.


Sotto un cielo arrabbiato che lancia schegge di vetro taglienti,
a fianco ad un mare affamato che inghiotte la terra. 


Sotto un cielo generoso che regala una pioggia di diamanti,
a fianco ad un mare innamorato che penetra ogni grotta.


Un ticchettio che mi ricorda lo scorrere dell'orologio biologico,
all'improvviso sovrastato da un ruggito feroce:
tutto si illumina.


Sfila una banda di tamburi, c'è una festa là su,
arrivano fin qui le luci che animano la loro pista da ballo:
è notte fonda, ma per qualche secondo è giorno.


Tra un po' scoppia il cielo.


Il cielo applaude.




MaLoRe


20 dicembre, 2012

♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥


   Maledetto cuore,  
  fai attenzione o  
 finirai per sciuparmi il ricordo, 
 a furia di comprimere 
 il suo volto contro il mio torace, 
   ad ogni battito.  



MaLoRe

27 novembre, 2012

Siamo ribelli, non c'importa d'essere capiti.




Siamo i reietti della società,
produciamo arte di scarto
e preghiamo un dio che fa la guerra.

La nostra religione è autoironica,
si bestemmia da sola.

Viviamo durante la notte,
perchè il popolo ci rifiuta
e quando questo dorme,
il mondo si allarga,
dando spazio anche a noi.

Ci chiamano "i cattivi",
ma noi viviamo in ghetti di frontiera,
non nelle loro santissime città.

Un po' vandali, si, un po' randagi,
schiamazziamo nelle orecchie di chi dorme,
ci spogliamo davanti agli abbaglianti delle forze dell'ordine,
facciamo l'amore a ritmo delle mitragliatrici e
rubiamo l'offerta dalla Chiesa.

La libertà è un'utopia,
noi siamo i ribelli:
prigionieri dell'emarginazione, 
da quando abbiamo spezzato le nostre catene.






MaLoRe

17 novembre, 2012

Pia non è pia.




Pia, il tuo cuore batte violento contro il petto,
finirà per oltrepassarlo.
Il tuo stesso canto acuto ti renderà sorda,
a furia di guardare l'astratto ti accecherai. 

Oh Pia, con quale dolcezza commetti i tuoi errori,
con cotanta grazia pecchi.

Scotti, Pia, bruci, Pia,
le tue carezze scintillano.

Un calore piacevole ti avvolge,
riscaldi anche i cuori più freddi,
ma queste fiamme sono troppe:
con te è l'inferno.

Pia, che nome eretico su di te,
devota alla lussuria infettiva.

Soldi, Pia, sesso, Pia
è tutto ciò che tu chiami felicità ed amore, Pia.

Non posso starti accanto,
ripeto il tuo nome come un ossesso,
mi hai contagiato.

Oh Pia, perchè continui ad ammalare altra gente?

E' gelosia, Pia, non è moralità,
con te ho perso anche questa.

Basta Pia,
smettila di non essere Pia, sii pia.



MaLoRe

30 ottobre, 2012

Alza il volume della tua vita!



Posso afferrarla tra le mani, per qualche secondo,
la libertà,
poi scivola via, è la sua natura.

Ma in quell'attimo
sono la più forte,
la più ricca, la più fortunata,
la più, la più tutto.

E' questione di momenti:
sarà l'esplosione di adrenalina,
il disordine di emozioni
che fa girare la testa,
fino a compiere una piroetta intorno al mondo,
così veloce da volare.

Rotti gli schemi, le catene,
tolta la maschera, l'etica imposta,
oltrepassati i divieti, le inibizioni,
posso avventurarmi oltre i limiti agli altri concessi
e sentirmi viva, più della vita stessa.

Ad ogni mio risveglio, posso accendere la radio,
sintonizzarla sul canale che più mi garba
e alzare, alzare, alzare ancora il volume della mia vita,
perchè io so che vale sempre la pena di sorridere,
di cantare le mie note, anche se sono stonate.

"Cosa me ne faccio di un cuore, se non lo sento?
Si all'amore, al dolore e a tutti i sentimenti travolgenti.

A cosa serve avere un fegato se poi mi dimentico di averlo?
Voglio sentirlo bruciare e allora: vai con l'alcol.

Perchè trascurare i polmoni?
Passate qualcosa da fumare."

Necessito di sentire pizzicare ogni parte del mio corpo,
perchè se ce l'ho è per goderne.

Prima di essere obsoleta, devo essere usurata,
altrimenti non ha senso 
restituirmi alla fabbrica, rinchiudermi in magazzino, tornare nell'aldilà,
nuova, come me ne sono andata.




MaLoRe


24 ottobre, 2012

Scusate.



"Sei sempre lì. Mi circondi. Sei la scatola che racchiude i miei sogni.

...


Traducimi questo amore:
ho voglia di sentire cose futili."

Silenzio.



La poesia è il vuoto tra un verso e l'altro, il romanticismo è il Silenzio. 
L'autrice è una mano legata, il fine è una richiesta.



MaLoRe

29 settembre, 2012

Anche il cielo di notte ha freddo.


 Il lamento del vento 
 echeggiava 
 nella cassa armonica della notte. 

 Un soffio gelido 
 cristallizzava l'aria, 
 rincorrendo 
 le codarde foglie che fuggivano, 
 abbandonando il padre albero. 

 Anche le stelle 
 si rifugiavano 
 tra le vaporose  nuvole 
 e la luna, infreddolita, 
 si tirava su la coperta blu 
 ricamata di astri. 



MaLoRe

26 settembre, 2012

Butterfly


Vorrei volare,
leggera,
su una distesa variopinta.

Libera e bella,
più di una farfalla.

Schiaffeggiata,
solo dalla brezza.


MaLoRe

08 agosto, 2012

Il mio disegno in versi.


Sono un artista, un pittore, uno scapestrato
e questi sono dei versi per lei,
 anche se con la penna sono meno bravo.

Scrivo del pennello che colora i suoi fianchi,
della tela che da giaciglio le fa,
nelle sere che con me si corica
e insieme vegliamo la notte.

Quelle notti, in cui, sogno 
la sua voce e, le mie mani 
accarezzandomi, sperano nei suoi boccoli.

Ma poi lei arriva,
arriva veramente, nel pomeriggio
e butta giù tutto.

Il suo corpo lo butta lì,
dove, quando sarà andata via,
la cercherò: sul mio letto.

La disegno nuda,
l'accarezzo con le tempere,
sorrido al suo sorriso,
la amo nel modo sbagliato.

La amo di un amore platonico,
mentre svengo o vengo,
sulla donna che è nei miei ritratti.

Lei che gioca con i sentimenti,
lei che non bacia se non prova amore,
ma non ti dice di no e 
si diverte con te, come farebbe con me,
è sul mio letto,
non sul mio disegno.



MaLoRe


23 giugno, 2012

Da grande vorrei soddisfare i tuoi capricci.



Da grande 
vorrei fare la parrucchiera:
...lisciare ogni capriccio
che si nasconde dietro
i tornanti di ogni tuo singolo riccio...



MaLoRe


23 maggio, 2012

Schhh...


Non è che non mi piace il genere umano, anzi 
come essere pensante lo ammiro, 
il problema sta, nel fatto, che è anche un essere parlante.


Datemi un neonato che piange giorno e notte,
ma non un adulto che ordina e accusa.

Poche parole o, forse, nessuna:
c'è già il silenzio a far chiasso.

O io sorda, o tu muta:
si tratta solo di sopravvivenza.

Meglio le meretrici 
con le loro bocche occupate,
con la lingua impegnata a dar piacere,
rispetto ai falsi moralisti
con le loro bocche giudici
e la lingua armata per ferire.


Ora,
zitti tutti.

Parte il gioco del silenzio.



MaLoRe




15 aprile, 2012

Nessuno che insegni ad amare, o in famiglia si impara ad odiare.



Rifocilla nella rabbia di chi vede un mondo troppo piccolo e stretto,
privo di qualsiasi forma d'affetto.



Scontata, 
come un ammazzato che odia i propri assassini.

Tatuata,
con impronte sul volto, 
i segni delle sbarre che spinge,
ogni volta che vuole vedere oltre.

Ultima,
nella corsa della carriera.

Condannata,
come solo questa Italia può,
da innocente peccatrice.

Insultata,
per buongiorno e buonanotte.

Ubriaca,
di pettegolezzi violenti,
come spade trafitte nell'udito
e parole schiaffeggiate sul cuore.

Ferita,
con sentimenti di ferro spinato.

Arresa,
nel guardar scorrere treni
di sola andata, 
per destinazioni di successo.

Sola,
sia in un letto singolo, sia in uno per due.

Sveglia,
come una qualsiasi civetta o gufo,
durante la notte,
per cantare il proprio verso.

Schiava,
di una famiglia che l'ha disconosciuta.

Addobbata,
con gioielli e fiocchi,
come un pacco regalo o merce in vetrina,
ma pur sempre scarto di magazzino impreziosito,
affinchè lasci spazio alle novità.

Depressa,
perchè, unica cosa, accessibile.

Incapace,
o propriamente inabilitata,
a reagire ed evadere.





MaLoRe



06 aprile, 2012

Amoressia.

Amico mio,
oggi canto d'amore.

L'ho conosciuto 
nel sottobosco della mia città,
mentre beveva birra a volontà.

Vestiva tacchi alti e sedeva sul tavolo, con gli abiti che le fasciavano le curve, regalandomi le fantasie più perverse. 
Mi avvicinò con la scusa dell'auto in panne.

Leggevo nei suoi occhi cose che stonavano con la sua bocca, forse era un diavolo vestito da angelo o semplicemente una creatura angelica a cui strappare l'aureola.

Era l'enciclopedia della droga quella donna: 
diceva che con gli occhi rossi riusciva a guardare più in profondità.

Sapevo cosa dirle, ma le parole si perdevano lungo la lingua.

Oggi, il suo ricordo mi percuote la mente
e di lividi, i miei neuroni, riveste.

Affetto da amoressia,
finchè non sarà mia.


MaLoRe

26 febbraio, 2012

Voglio brillare.



Colami in questa miscela di colori.

Intingimi nella porpora.

Voglio brillare se pur artificialmente.




MaLoRe

07 febbraio, 2012

Neve.




Ondeggiano nel cielo fiocchi di neve,
colorandosi delle luci della città,
come pezzi di nuvole che cadono giù,
mascherandosi d'arlecchino.

Il grigio del cemento,
questa sera, è avvolto 
in un soffice manto candido.

Piccoli e delicati batuffoli,
forse, zucchero filato,
ricoprono ogni amarezza
della tetra quotidianità. 

Chissà se qualcuno, oltre me,
è indeciso tra farfalla o angelo,
lasciandosi cadere 
sulla distesa immacolata.

Volano, verso di noi,
le carezze di questo cielo pallido,
sotto il quale siamo ancora bambini.

Soffia un vento fresco,
posando petali eterei 
sulle nostre chiome.

Oggi, sento che
posso credere nella magia
e vedo, la regina delle nevi,
intrecciare, amorevolmente,
i miei capelli con perle celestiali.

Se guardate attentamente le stelle,
scorgerete una fatina scuotersi,
regalandoci questa pioggia
di polvere miracolosa.

Durante la notte,
per chi vuol essere audace,
dalla finestra aperta
qualcuno, simile ad un Peter Pan,
verrà a prendervi per farvi volare
e, domani mattina,
sarà il sogno più dolce che ricorderete.

Un paesaggio idilliaco
è quello che l'uomo delle nevi
disegna per noi.

Oggi,
ci muoviamo in un mondo,
disegnato disarmato,
dove vergini e bambini
pattinano felici 
su laghi cristallizzati.

Ma domani,
quando l'opera sarà terminata
e l'autore, ci proteggerà, 
orgoglioso, in una cornice,
il nostro calore scioglierà i colori
ed i nostri respiri appanneranno il vetro,
così che nostro padre non saprà vederci per restaurare.

Resterà solo il ricordo,
finchè nuova porpora bianca sarà spruzzata su noi,
dell'innocenza del bimbo
che scrive "viva la neve",
ignaro che tutto ciò è detersivo con cui,
chi ci ha creato, ci pulisce, ogni tanto,
dallo sporco di cui ci macchiamo.



MaLoRe

04 febbraio, 2012

Siamo quelli...


Siamo quelli
dai sogni irrealizzabili,
che ogni sera si perdono nell'alcol,
perchè, solo così,
si sentono più vicini alla meta.

Siamo quelli
dai pessimi ideali,
che ogni sera vengono esiliati,
perchè, solo così,
si sentono vivi.

Siamo quelli
dai soldi rubati,
che ogni sera sperperano il denaro,
perchè, solo così,
si sentono ricchi.

Siamo quelli
dagli amori impossibili,
che ogni sera vanno ad amanti,
perchè, solo così,
si sentono amati.

Siamo quelli
dalla droga legale,
che ogni sera fumano,
perchè, solo così,
si sentono bravi.

Siamo quelli
dagli amici saltuari,
che ogni sera si presentano,
perchè, solo così,
si sentono sociali.

Siamo quelli
dalla famiglia in disaccordo,
che ogni sera scappano,
perchè, solo così,
si sentono bene.


Siamo quelli
e non siamo mai noi.



MaLoRe