08 agosto, 2012

Il mio disegno in versi.


Sono un artista, un pittore, uno scapestrato
e questi sono dei versi per lei,
 anche se con la penna sono meno bravo.

Scrivo del pennello che colora i suoi fianchi,
della tela che da giaciglio le fa,
nelle sere che con me si corica
e insieme vegliamo la notte.

Quelle notti, in cui, sogno 
la sua voce e, le mie mani 
accarezzandomi, sperano nei suoi boccoli.

Ma poi lei arriva,
arriva veramente, nel pomeriggio
e butta giù tutto.

Il suo corpo lo butta lì,
dove, quando sarà andata via,
la cercherò: sul mio letto.

La disegno nuda,
l'accarezzo con le tempere,
sorrido al suo sorriso,
la amo nel modo sbagliato.

La amo di un amore platonico,
mentre svengo o vengo,
sulla donna che è nei miei ritratti.

Lei che gioca con i sentimenti,
lei che non bacia se non prova amore,
ma non ti dice di no e 
si diverte con te, come farebbe con me,
è sul mio letto,
non sul mio disegno.



MaLoRe


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